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FIAT 600 MULTIPLAOggigiorno le monovolume infestano le nostre strade,e i francesi della Renault,con i carrofunebri viaggianti chiamato Espace,Scenic e Modus,crede di aver inventato la monovolume e le sue varianti più piccole,ignorando che la vera prima movolume è nata nel 1956,sempre dall'ingegno del mai troppo grande Dante Giacosa,che pensò ad una macchina economica da costruire ma che fosse in grado di trasportare le allora infinite e grandi famiglie italiane.Bastava avanzare l'abitacolo della neonata 600,montare l'avantreno della 1100,che garantiva maggiore stabilità e direzionalità rispetto al ponte originale ed il gioco era fatto.Certo,la linea era piuttosto bruttina:frontale praticamente verticale,composto dai fanali tondi della berlina,da una finta grigliatura sopra al fregio centrale,paraurti con immensi rostri;di lato si notavano le curiose portiere anteriori tagliate dai passaruota(che non garantivano un accesso proprio ottimale,specie alle donzelle in gonna,tanto da creare un manuale ad hoc per evitare "sconcerie"),porte laterali grandi e posteriore preso pari pari dalla 600 berlina,solo un pò innalzato.Anche gli interni erano pressochè simili per quanto concerne il cruscotto(con la grande differenza della mastodontica ruota di scorta davanti al passeggero),tranne che per un dettaglio:abitabilità immensa x uno scriciolo da 3 metri e 54,con possibilità di avere 5 posti,con una panchina posteriore e spazio x i bagagli o 6 posti,con tre file di sedili,(ma niente bagagli).c'era anche in allestimento Taxi.
La meccanica era la stessa della berlina tranne che,come già detto,per l'avantreno:motore 4 cilindri in linea di 633 cm3 alimentato a carburatore Weber 22 con potenza di 22 cavalli;avantreno e retrotreno a trapezi;freni a 4 tamburi,cambio a 4 velocità,di cui tre sincronizzate e trazione posteriore(così come la posizione del motore).
Purtroppo la linea goffa ed il prezzo piuttosto salato non fecero capire agli italiani di quanti anni era avanti quel modello,e gli allora padri di fagliglia,che guardavano l'estetica,le preferivano la 1100;ma i tassisti,categoria sempre furbetta,comprese in pieno la sua comodità,e divenne diffusissima,specie a Roma e Milano.
Nel 1959,in contemporanea alla berlina,vennero modificate le luci anteriori,posteriori ed aggiunte quelle laterali,in virtù delle nuove leggi in materia.
Nel 1960 venne lanciata la D,con il nuovo 4 cilindri 767 cm3 alimentato a carburatore Weber 28 e potenza di 29 cv(pochini ma che erano in grado di muoverla molto più di prima),nuovi filtro dell'aria e filtro olio centrifugo.
La sua carriera durò fino al 1967,quando venne sostituita dalla nuova 600T,più gradevole ma anche più anonima.
Ne furono vendute poche in versione civile,molte delle quali a conventi di suore.Trovarne una in giro è un'impresa,ma nei garage ce ne sono un bel pò,per fortuna. FIAT 124 SPORT COUPèQualche mese dopo la presentazione della spider.fu la volta della naturale versione coupè,disegnata dal centro stile della casa torinese:linea piuttosto squadrata,con frontale dai grandi fari circolari con all'interno di essi le due luci freccia sempre circolari;grande calandra orizzontale;fiancate lisce senza particolari soluzioni stilistiche;padiglione dai montanti molto sottili a garanzia di una visibilità fuori dal comune e coda tronca,piuttosto lunga,con bordo sporgente e cromato.
Gli interni davano una piacevole sensazione di ricchezza e di finiture ben realizzate.con strumentazione molto ricca e volante sportivo,lo stesso della coupè.
La meccanica era presa pari pari dalla versione spider:motore bialbero a camme in testa 1438 cm3,il primo con distribuzione con cinghia dentata in luogo della solita catena,alimentato da un carburatore doppio corpo Weber 34 e potenza di 90 cv;avantreno a trapezi e retrotreno ad assale rigido con puntoni longitudinali;freni a disco sulle quattro ruote con servofreno a depressione,cambio a 4 velocità (5 a richiesta)ed ovviamente trazione posteriore.
Il successo di vendita fu notevole:il prezzo di vendita concorrenziale e le prestazioni degne di un'Alfa(anche se la tenuta di strada,per via del telaio derivato dalla berlina,non era eccezionale) ne fecero la vettura sportiva per tutti,nonostante i consumi un pò troppo elevati.
All'inizio del 1970,venne presentata la seconda serie,molto più sportiva e più bella:nuovo frontale con 4 fari di eguale diametro,compresi nella nuova calandra con il logo Fiat circolare al centro,nuova fanaleria posteriore ingrandita con luce di retromarcia sotto al paraurti.All'interno modifiche impercettibili.
Al bialbero 1400 si aggiunge il nuovo 1608 cm3,derivato da quello della 125 special,alimentato con due carburatori doppio corpo Weber 40 e potenza di 110 cv.L'impianto frenante a doppio circuito con limitatore di frenata al retrotreno completa l'aggiornamento meccanico.Il cambio a 5 velocità era di serie.Le prestazioni aumentarono ulteriormente,facendo della 124 Sport una vera gran turismo x adatta alla maggior parte delle tasche.
Fine 1972:terza serie e ritorno all'indietro come i gamberi:nuova calandra ingrandita,paraurti più grandi con la parte centrale di quelli anteriori più piccola per fare spazio alla calandra;nuovi cerchi ruota e coda con fanaleria verticale e scomparsa del bordo cromato.All'interno lievi modifiche di disegno a plancia e volante ed allestimenti pressochè immutati.
La meccanica venne ripresa dalla neonata 132:il bialbero 1608cm3 perse un carburatore (e l'unico rimasto tornò ad essere un 34) con potenza ridotta a 104 cv in nome di consumi non + di tanto ridotti e prestazioni invece inferiori ed introduzione del 1756cm3 monocarburatore(sempre Weber 34) e potenza di 114 cv,non eccezionale,se la si paragona con la precedente 1600.Il successo,tuttavia non si placò,ma calò lentamente con il passare degli anni e del naturale ciclo vitale del modello,che si concluse nel 1975.
La ruggine,classico tallone di Achille delle Fiar di quegli anni,assieme ai consumi smisurati,ne ha decimate parecchie,qualche esemplare anche oggi,ma per fortuna i collezionisti e l'esenzione del bollo per le auto d'epoca non ha cancellato questo modello del tutto dalle strade italiane.
FIAT 124 SPORT SPIDERLa prima vera spider sportiva per tutti esordì alla fine del 1966 e venne introdotta nei listini poco tempo dopo.
La linea,come per la contemporanea Alfa Romeo Duetto,è opera della Pininfarina ed è un capolavoro di purezza;muso dal lungo cofano motore che termina nella caratteristica calandra esagonale,con a lato due grandi fari circolari con sotto le luci frecce;fiancata bassa,dalla scalfatura all'altezza delle maniglie porta e coda lunga,con un lieve accenno di pinne e decisamente tronca.Gli interni erano molto semplici,lineari,con una completa strumentazione ed una discreta fattura,come discrete erano le finiture.Hard top a richiesta,per inverni più comodi.
La meccanica,seppur derivata dalla berlina,era una primizia sia per il marchio Fiat che per la produzione italiana in generale:il 1438 cm3,con medesedimo basamento della berlina,aveva un'inedita distribuzione bialbero a camme in testa comandato da cinghia dentata,per diminuire la rumorosità(a discapito,a mio vedere,dell'affidabilità)con alimentazione a carburatore doppio corpo Weber 34 e potenza totale di 90 cv,notevoli per l'epoca,capace di conferlirle un discreto brio,grazie anche al peso piuma di tutto il corpo vettura.Il resto della meccanica,come già detto,era derivato dalla berlina:sospensioni anteriori a bracci oscillanti e posteriori ad assale rigido con puntoni longitudinali;4 freni a disco con servofrreno,cambio a 5 velocità e ovviamente trazione posteriore.Grazie a tutte queste doti,assieme ad un prezzo concorrenziale,la spiderina Fiat ottenne un'eccellente consenso da parte del pubblico.
Nel 1968,visto il grande successo,venne decisa l'esportazione negli Stati Uniti:motore depotenziato a 82 cv(in virtù delle norme antinquinamento),cerchi il lega locali,rostri ai paraurti,che si sdoppiarono,inserimento delle luci di posizione laterali e,all'interno,interruttore luci emergenza.
Nello stesso anno la versione europea venne lievemente aggiornata:mascherina anteriore in un blocco unico,modanatura laterale sotto le portiere e,al'interno,nuova consolle centrale,ispirata alla coupè e numerosi comandi spostati di posizione;nuovi pannelli porta e moquette sul pavimento,che contribuiva a migliorare sensibilmente le finiture.A settembre il ponte posteriore venne sostituito con quello della 124 Special.
Nel 1969 venne presentata la seconda serie:nuova mascherina con logo Fiat al centro di essa,anzichè sul cofano motore;gobbe sul cofano motore,per l'ingombro dei carburatori doppio corpo del nuovo 1600.Il resto della carrozzeria rimase pressochè invariato,a parte,all'interno,la nuova disposizione degli strumenti,completati dall'orologio.
Come già accennato,la maggiore novità era il motore bialbero 1608 cm3 derivato da quello della 125 berlina,alimentato a due carburatori doppio corpo Weber 40 con potenza di 110 cv,veramente notevole,che migliorò di tanto elasticità e brillantezza di guida con consumi invariati,alias parecchio elevati.La 1400 rimase in produzione,con carrozzeria unificata alla 1600 e cambio a 4 marce,con la 5 solo a richiesta.L'impianto frenante per entrambe divenne a doppio circuito,per una maggiore sicurezza.
Nel 1972 la terza serie:Esteticamente cambiava dietro,con nuovi fanali con luce di retromarcia ed inediti fregi..Il resto rimase invariato.
La mecanica venne ripresa dalla neonata 132:con lo scopo di dimunuire principalmente i consumi:nuovi bialbero 1592,derivato dal precedente e 1756 cm3,alimentati a singolo carburatore doppio corpo Weber 34 e potenze di 108 e 118 cv.Il cambio a 5 marce divenne optional per tutta la gamma e si aggiunsero,a richiesta,accensione elettronica e differenziale autobloccante.
A fine anno,venne presentata la versione più sportiva,direttamente derivata da quella che otteneva ottimi risultati nelle corse:la Abarth Rally,che si distingueva per la netta caratterizzazione sportiva:assenza di paraurti(sostituiti da due piccoli rostri in gomma),calandra specifica,cofani dipinti in nero opaco,parte inferiore della carrozzeria e passaruota verniciati nello stesso nero opaco dei cofani,cerchi in lega Cromodora,Hard top,nuove luci illuminazione targa ed interni sportivissimi Recaro(a richiesta),con volante e sedili specifici e plancia semplificata,assenza di consolle centrale e pannelli porta e soppressione dei posti di fortuna posteriori,a causa dell'hard top.
La meccanica è il pezzo forte:il bialbero 1756 cm3 venne vitaminizzato grazie ai possenti carburatori Weber 44 e la potenza massima decollò a 128 cv,per prestazioni sportivissime,rese ancora + entusiasmanti dalla modifica alle sospensioni,a ruote indipendenti anche dietro,che consentì di ovviare al fastidioso quanto tipico sottosterzo della sportivetta.
Col passare del tempo le vendite,crollarono e la produzione divenne sempre più elitaria,fino ad essere esclusiva per gli USA,dove invece il sucesso rimasse costante(riconoscibili per i grossi paraurti ad assorbimento d'urto e per le luci laterali e stemma Fiat di nuovo nel cofano motore,motore 1756cm3 depotenziato):nel 1975 le versioni normali vennero tolte dal listino e l'anno dopo la Abarh Rally venne sostituita dall'omonima versione della nuova 131.La versione USA continuò ad essere evoluta:nel 1975 rivecevve un nuovo 1995 cm3 alimentato a carburatore con potenza di soli 83 cv a causa delle norme antinquinamento americane Nel 1978 l'alimentazione divenne ad iniezione elettronica Bosch l-Jethronic e la potenza salì a 97 cv.
Nel 1981 venne deciso il ritorno delle vendite in europa,dapprima con il nome di Fiat 2000 i.e. Spider e poi,con il marchio Pininfarina,con il nuovo nome di Spider Europa:la linea è molto simile alla versione americana,con i grossi paraurti ad assorbimenti di energia,nuovi cerchi ruota,modanature laterali e fanaleria posteriore;all'interno plancia,volante e pannelleria ridisegnati,per una maggiore impressione di esclusività.Il motore era il bialbero 1995 cm3 alimentato ad iniezione Bosch L-Jethronic con potenza di soli 105 cv(la crisi del petrolio ancora non è conclusa),cambio a 5 velocità e resto della meccanica invariata.Nel 1983 la gamma venne arricchita dalla versione Volumex,con il 1995 cm3 di nuovo alimentato a carburatore Weber doppio corpo 36 e sovralimentato tramite un compressiore volumetrico a lobi Roots con potenza totale di 135 cv.Prestazioni elevate e particolari come dischi freni maggiorati e sospensioni irrigidite,oltre alla carrozzeria disponibile in due soli colori con inedito spoiler anteriore e posteriore maggiorato caratterizzavano quest'ultima evoluzione della vettura che uscì definitivamente di produzione nel 1985.
Oggi è un oggetto di culto da collezione sia in Italia,che nel resto del mondo:sono nati numerosi club che hanno salvato numerosi esemplari dalla rottamazione.
ALFA ROMEO 2600 ZAGATOPresentata nel 1963 come prototipo e disegnata da Ercole Spada,era una felice reinterpretazione della più grande coupè di allora del biscione,basata sulla medesima meccanica.La linea,specie del posteriore era tipicamente Zagato:fanali anteriori rettangolari incastonati in un motivo che poi verrà ripreso della Lancia Fulvia Zagato enorme scudetto Alfa che fungeva anche da calandra,piccoli paraurti divisi in due dal già citato scudetto,fiancata liscia e bassissima,padiglione dalle enormi superfici vetrate e linea posteriore particolarissima,caratterizzata dall'imenso lunotto angolare e dalla coda molto tronca,che si distaccava di metto dal resto della linea,con fanali identici a quelli della berlina.
Come già detto,meccanica identica a quella della berlina e prezzo molto salato,adatto ad una sportiva di piccolissima serie,che oggi è ricercata ed apprezzatissima da tutti i collezionisti,non solo Alfisti. ALFA ROMEO 2600 SPIDERAnche in questo caso si tratta dell'evoluzione del precedente modello 2000.Presentata nel 1962 assieme alla Sprint,si differenziava dalla progenitrice per alcuni dettagli anteriori:nuovo paraurti anteriore intero,scudetto Alfa innalzato,presa d'aria sul cofano motore,calandra a lato dei fari inferiori(leggermente spostati verso il centro)di diverso disegno.Il resto sostanzialmente rimase invariato.La meccanica è totalmente ripresa dalla Sprint,quindi motore 6 cilindri in linea 2584 cm3 alimentato da due carburatori con potenza di 145 cv,sospensioni anteriori a trapezi oscillanti,posteriori ad assale rigido,freni a disco anteriori con servofreno e cambio a 5 velocità.Il prezzo limitò il successo,che tuttavia fu superiore rispetto alla Sprint e la produzione cessò nel 1966. ALFA ROMEO 2600 SPRINTEvoluzione della precedente 2000,si differenzia da quest'ultima unicamente per la presa d'aria sul cofano motore,necessaria per via del maggiore ingombro del nuovo 6 cilindri in linea 2584 cm3 alimentato con due carburatori doppio corpo e potenza totale di 145 cv per una guida più sportiva rispetto alla 2000,che già aveva notevoli doti dinamiche per l'epoca.Anche il resto delle caratteristiche tecniche è il medesimo della precedente coupè.Le vendite furono limitate dal prezzo molto salato e la produzione cessò nel 1969.Da segnalare che fu un'apprezzata volante della polizia di stato,prima dell'avvento della Giulia. ALFA ROMEO 2000 SPRINTOpera prima di Giorgetto Giugiaro,giovane designer in forza alla Bertone,è una vettura,nata nel 1959,dalla linea che influenzerà fortemente le vetture del biscione degli anni a venire:frontale a 4 fari,basso.filante,molto diverso dalla berlina,dal grande scudetto e dai baffi sulla calandra,che in futuro sarà ripreso quasi pari pari da 1750 ed Alfetta,fiancate basse,lisce.filanti.dal particolare taglio dei parafanghi posteriori e padiglione che sarà fotocopiato da Giugiaro stesso sulla futura Giulia Sprint GT e coda tronca,squadrata,molto filante,dai fanali verticali e baule bagagli con apertura a filo dei paraurti.Interni sportivi,con strumentazione completa,grande dotazione di serie(addirittura i vetri elettrici) e buone finiture.
Il motore è il bialbero 4 cilindri 1975 cm3 alimentato con due carburatori doppio corpo da 115 cv,già montato sulla versione spider,più prestante di quello della berlina anche in virtù della linea più filante e della minore massa.Anche il resto delle caratteristiche tecniche è il medesimo della versione spider:sospensioni anteriori a trapezi e posteriori ad assale rigido,freni misti disco/tamburo,cambio a 5 velocità con comando a cloche sul pavimento.Il successo commerciale fu limitato dal prezzo molto elevato e fino ad oggi sono arrivati,ovviamente,pochi esemplari.
La produzione cessò nel 1962,sostituita dalla 2600 sprint. ALFA ROMEO 2000 BERLINAPresentata nel 1971,era l'evoluzione della 1750;da quest'ultima riprendeva la carrozzeria(a sua volta derivata dalla Giulia)con lievi modifiche:nuovo frontale con 4 fari di eguale diametro e scudetto Alfa allargato,nuove borchie copriruota con bulloni a vista,fanaleria posteriore ingrandita e nuovi interni,con plancia e strumentazione più imponenti e pretenziose e finiture superiori alla 1750,ma non all'altezza della migliore concorrenza europea.
Il motore invece era inedito:classico bialbero Alfa con alimentazione a due carburatori 40 doppio corpo(Weber,Solex o Dell'Orto),ma portato a 1962 cm3 con potenza di 150 cv SAE,cambio a 5 marce,differenziale autobloccante,sospensioni anteriori a trapezi oscillanti e posteriori ad assale rigido,entrambe con barra antirollio e freni a 4 dischi con servofreno.Prestazioni all'altezza del marchio e grande sicurezza di marcia ne fecero un discreto successo,offuscato a partire dal 1972 dall'uscita dell'Alfetta,simile per impostazione tecnica(forse più raffinata,a parte la manovrabilità cambio)e linea ben più moderna.
Nel 1975 provarono a renderla più interessante con alcune migliorie,più che altro interne:racchette tergicristallo nere opache,poggiatesta di nuovo disegno,anche per i sedili posteriori,lavavetro elettrico,nuova illuminazione strumenti,nuovi leva cambio e centro del volante.Meccanicamente venne aggiunta l'accensione elettronica,per una migliore regolarità di marcia e la potenza massima subì un lieve calo(147 cv SAE),in virtù delle norme antinquinamento.con prestazioni leggermente inferiori.La produzione cessò nel 1976.
La ruggine,come ogni Alfa anni'70,assieme agli alti consumi ne ha condannate parecchie,ma le poche in circolazione sono tenute maniacalmente dai proprietari,in virtù delle sensazioni di guida che le auto di oggi non sanno più regalare. FIAT CROMAL'ultima vera ammiraglia della casa torinese,erede della sfortunata Argenta.Presentata alla fine del 1985,faceva parte dell'accordo "Tipo 2 " con Alfa Romeo,Lancia e Saab(frutto dello stesso accordo furono la Lancia Thema,l'Alfa Romeo 164 e la Saab 9000).La linea era più votata alla funzionalità che all'eleleganza(per quello nel gruppo Fiat c'era la Thema),ma il risultato non era male:piuttosto squadrata,con il frontale tipicamente Fiat anni'80 con fanali trapezoidali e calandra con il marchio a 5 barrette,cofano a coperchio,grandi paraurti scatolati,portiere senza particolari soluzioni stilistiche(e comuni a Thema e Saab),a parte la modanatura inferiore e coda contraddistinta dal grande cofano,che dava origine ad un bagagliaio immenso per una berlina tradizionale e le conferiva una linea definita "due volumi e mezzo".
Gli interni erano funzionali,dal design discreto e rifiniti in maniera più che degna per un 'ammiraglia dal prezzo molto concorrenziale.
Lo schema tecnico era il medesimo delle altre vetture del progetto "tipo 2" e comune anche al resto della produzione Fiat(oramai la trazione posteriore è un lontano ricordo) ed il parco motori è in parte inedito ed in parte derivato dagli altri modelli:monoalbero a camme in testa 1585cm3,evoluzione di quello montato a suo tempo nella 131,alimentato a carburatore doppio corpo Weber 32/34 con potenza di 83 cv;bialbero a camme in testa 1995 cm3 alimentato a carburatore Weber 34 con l'inedito sistema Yamaha CHT,ossia collettore di aspirazione con condotti sdoppiati e controllati da due farfalle in modo tale da migliorare elasticità,regolarità di marcia e consumi,doti tipiche dei motori ad iniezione elettronica,ma con costi inferiori,in modo tale da offire la macchina a prezzi competitivi.Potenza di 90 cv; ed i bialbero a camme in testa 1995 cm3 in versione aspirata(lo stesso della Thema e della precedente Argenta),alimentato ad iniezione elettronica Weber IAW e potenza di 120 cv e turbocompressa tramite turbocompressore ed intercooler(si differenziava da quello della Thema per l'assenza dei contralberi di equilibratura e per l'assenza dell'overboost)con potenza di 155 cv.Completavano la gamma i due motori a gasolio 2499 cm3 SOFIM monoalbero a camme in testa alimentati da pompa rotativa Bosch ed iniezione indiretta in versione aspirata da 75 cv e turbocompressa (con turbona KKK ed intercooler) da 100 cv;sospensioni McPhersona anteriori e posteriori,freni a disco sulle 4 ruote con servofreno(ed ABS per alcune versioni,una primizia per Fiat),cambi manuali a 5 velocità ed automatico a 4 rapporti a richiesta sulla 2.0 i.e,trazione anteriore(ovviamente).Prestazioni e consumi di benzina per tutti i gusti:dalle economiche(e fiacche) 1.6 e 2.5 D alla prestante 2.0 turbo i.e,segno che la Croma era una vettura universale ed adatta a svariati generi di utenza.Il successo non tardò ad arrivare e fu ottimo,ai livelli della 125 di quasi vent'anni prima.
All'inizio del 1988 lievi modifiche di dettaglio:paraurti in tinta per alcune versioni,fanaleria posteriore fumè,diverse borchie copriruota e lievi variazioni interne.La i.e. venne depotenziata a 117 cv.A metà anno la versione più rivoluzionaria:la Turbo diesel iniezione diretta:esteticamente identica alle versioni benzina,era motorizzata con il rivoluzionario 1929 cm3 alimentato ad iniezione diretta di gasolio con pompa Bosch e turbocompressore KKK con intercooler aria/aria e potenza di 90 cv:il risultato fu sbalorditivo:prestazioni eccezionali e consumi di gasolio irrisori,ancora oggi ridicoli:a 60 all'ora faceva i 40 al litro,a 130 i 17 Km/l!!!!!!(neanche la Citroen C3 HDI di mia madre,con tutti gli aggeggi che hanno oggi le auto a gasolio,consuma così poco).L'unico punto negativo della vettura erano le vibrazioni e la grandissima rumorosità,del tutto simile a quella del furgone Iveco Turbodaily:questo era il motivoi della scarsa diffusione del motore ad iniezione diretta sulle automobili(e per questo erano nate le precamere di combustione),a differenza dei veicoli commerciali,ma per tutti coloro che usavano la macchina per fare lunghe percorrenze,la Croma I.d. fu un vero punto di svolta.Nel 1989 la 2.0 i.e. era disponibile con marmitta cataliticha (116 cv)ed uscì di produzione la 2.5 diesel,resa superflua dalla I.d.La CHT venne potenziata a 98 cv e l 2.5 Td,sempre grazie a piccoli interventi,venne potenziata a 116 cv.Nel 1990 venne introdotto l'allestimento SX,caratterizzato da un'ottima dotazione di serie e finiture;esteticamente si distinguevano per calandra e specchietti in tinta,borchie copriruota e,all'interno,per i nuovi sedili e per volante e leva cambio rivestiti in pelle.
All'inizio del 1991 il restyling:fanaleria anteriore di minore diametro,nuova mascherina in tinta,nuovo paraurti in tinta,nuovo cofano motore(non più a coperchio),nuove borchie copriruota(simili a quelle della Tempra) e cerchi in lega,e nuova fanaleria posteriore,prolungata fino alla targa.All'interno plancia e selleria e pannelleria del tutto rinnovate,con livello di finitura abbastanza elevato.La gamma motori rimase invariata ad eccezione della 1.6,eliminata dalla produzione per l'inadeguatezza del motore,visto anche l'accrescimento di peso della vettura e della 2.0 turbo,disponibile anche con marmitta catalitica,depotenziata a 150 cv.Il successo rimase intatto.A fine 1992 venne temporaneamente tolta di produzione la 1.9 i.d. e la 2.5 TD venne depotenziata a 105 cv
Alla fine del 1992 nuovo restyling:nuova calandra,cerchi in lega e modifiche di dettaglio interne.Venne introdotto il nuovo allestimento S,più ricco nelle dotazioni e venne aggiornata la gamma motori:la CHT venne tolta dalla produzione(perchè non più in regola con le norme antinquinamento e venne introdotta la nuova 2.0 16V,sempre 1995 cm3 bialbero a camme in testa con nuova testata a 4 valvole per cilindro alimentato ad iniezione elettronica con potenza di 137 cv e prestazioni più che dignitose.Venne reintrodotta la 1.9 TD i.d. con potenza di 92 cv e nuova turbina a geometria variabile.e la 2.5 TD tornò a sviluppare la potenza di 116 cv.Freni a disco ventilati anteriormente per tutta la gamma.
Nel Settembre 1993 al vertice della gamma venne introdotta la 2.5 V6,esteticamente identica alle altre versioni e dotata del V6 2492 cm3 diu origine Alfa Romeo,alimentato ad iniezione elettronica e con potenza di 159 cv,con prestazioni simili alla Turbo,ma con una progressività di marcia ed un confort e silenziosità nettamente superiori,pagando lo scotto di consumi lievemente superiori.La i.d. venne affinata ulteriormente per diminuire vibrazioni ed emissioni tossiche.
Nel 1995 ultime modifiche di dettaglio:eliminazione dello stemma Fiat dalla calandra,nuove borchie copriruota ed altre piccole modifiche di dettaglio.Airbag e climatizzatore di serie per tutta la gamma.
La produzione dell'ultima vera ammiraglia Fiat terminò nel 1997,sostituita,in maniera scellerata,dalla Marea(che sostituì anche la Tempra).Il rimpianto per questa vettura fu molto grande e solo recentemente ed in parte,con la nuova Croma,è stato colmato.
LANCIA FLAVIA COUPèPresentata nel 1962,era la versione sportiva della rivoluzionaria berlina della casa di Chivasso,dalla quale riprendeva il design del frontale,caratterizzato dalla calandra trapezoidale in rilievo e 4 fanali circolari,fiancata dalla lunga modanatura cromata e coda lunga,con due accenni di pinne laterali,dai fanali posizionati alla base e targa in alto,molto incunsueto.Interni sportivi ma anche molto eleganti ed ottimamente rifiniti,nella più pura tradizione del vecchio corso Lancia.
La meccanica era ripresa dalla berlina con alcune varianti:motore 4 cilindri boxer,1500 cm3 con distribuzione a due alberi a camme nel basamento ed aste e bilanceri,alimentato con due carburatori Solex e sviluppante una potenza di 90 cv CUNA (in luogo dei 78 cv CUNA della berlina;sospensioni anteriori a trapezi oscillanti con balestra trasversale e posteriori ad assale rigido con balestre longitudinali;trazione anteriore;freni a 4 dischi con servofreno a depressione,cambio a 4 velocità con comando al volante.Le prestazioni eramo nettamente migliori rispetto alla berlina sia per l'iniezione di potenza al motore sia per il telaio più leggero,accorciato di 17 cm rispetto alla versione di origine.Il successo fu ottimo:lo schema Flavia aveva conquistato anche la clientela sportiva.
L'anno dopo venne introdotto il motore 1800,sempre con lo stesso schema meccanico,alimentato sempre da due Solex con potenza di 92 cv e maggiore coppia rispetto al 1500,che inizalmente affiancò e poi sostituì.
Nel 1968 la produzione venne sospesa.L'anno dopo,per volere della Pininfarina,venne presentata la seconda serie:nuovo frntale,più lineare,con classica calandracon l'immancabile stemma Lancia al centro contornata da 4 fari circolari,nuovi cerchi ruota e nuova coda,tronca,con fanali spostati più in alto ed in linea con la targa.Interni riprogettati,sempre caratterizzati dalla grande eleganza e dal pregio delle finiture.
Il 4 cilindri boxer venne elevato a 1991 cm3,alimentato a carburatore Solex 36 e con potenza elevata a 131 cv SAE(come la berlina),con prestazioni di tutto rispetto e grande tenuta di strada.A richiesta era disponibile l'Idroguida.
Verso la fine del 1971 la terza serie:abbandono del nome Flavia in favore del semplice 200 e lievi aggiornamenti di carrozzeria,tra cui lo spostamento dello stemma Lancia sul cofano motore(tranne che per la HF,che aveva la mascherina nera con scritta HF a sinistra e stemma Lancia al centro),cornice cromata attorno a fari e mascherina,abolizione della presa d'aria sul cofano motore,nuovo disegno dei cerchi in lega e minime variazioni interne.
Il motore 1991 a carburatore rimase pressochè immutato(con potenza epsressa in cavalli DIN,115),mentre nuova era la variante ad iniezione elettronica Bosch della HF,con potenza di 125 cv,cambio a 5 marce ed idroguida di serie.Eleganza Lancia e prestazioni di prim'ordine,con evidenti miglioramenti nell'elasticità di marcia.
La produzione di questa coupè cessò nel 1975(l'anno prima per la HF).Oggi è una vettura storica molto ricercata ed apprezzata per la sua eleganza e per la rarità.
FIAT 850Nel 1964 la Fiat marciava a gonfie vele:nel setture delle medio-utilitarie non aveva rivali;tuttavia la 600,in listino già da 9 anni,iniziava da dare segni di "stanchezza" in favore della più piccola 500.Il geniale ingegner Giacosa inventò un nuovo modello,del tutto inedito,utilizzando parti di carrozzeria del precedente modello,riducendo così l'investimento e i collaudi,inevitabili per un modello del tutto inedito.
La parte superiore della carrozzeria,le portiere e le superfici vetrate erano identiche alla 600,mentre inediti erano il frontale,lineare,con due fari circolari e lo stemmino Fiat con un fregio e la coda,con accenno di terzo volume,con fanali circolari e piccolo cofano motore,responsabile di innumerevoli bestemmie da parte dei meccanici per la scarsa accessibilità alle parti meccaniche.Gli interni non brillavano per finiture,tuttavia erano superiori alla 600 per design sia di strumentazione che del cruscotto(con parte superiore rivestita in plastica antiriflettente) che per le dotazioni di serie.
Anche meccanicamente era un'evoluzione della 600:motore 4 cilindri in linea 843 cm3 con distribuzione ad albero a camme nel basamento con aste e bilancieri alimentato a carburatore monocorpo Weber 30 e disponibile in due versioni:Normale,alimentato con l'omonima benzina,con potenza di 34 cv e Super,con potenza di 37 cv e consumi inferiori.;sospensioni anteriori a balestra trasversale e posteriori a ruote indipendenti con bracci triangolari;cambio a 4 velocità tutte sincronizzate(altra primizia rispetto alla 600);freni a tamburo sulle 4 ruote;trazone posteriore.Una cuiriosità:a causa del cambio rovesciato,il motore girava in senso contrario.Ebbe un'ottimo successo commerciale,ma non riuscì mai a toccare la vetta della classifica,prerogativa della 500 fino all'uscita della 128.
Nel 1966 venne introdotta nel mercato la versione Idromatic,un antesignana delle attuali Speedgear,Selecta,etc...Era dotata di un'inedita trasmissione semiautomatica,dotata di normale cambio a 4 velocità,in cui erano necessarie la 2 per le partenze e la 3,per la marcia normale,adiuvato da un convertitore di coppia e frizione con servocomando idraulico:in pratica il suddetto pedale non c'era.Nato per fare concorrenza alle trasmissioni automatiche Daf,ebbe poco successo.
Nel 1968 uscì la versione Special:fregio anteirore maggiorato,nuovi cerchi ruota forati,modanatura che percorreva l'intera fiancata e modifiche interne:nuovi volante,strumentazione,plancia,interamente rivestita in plastica(che diede molta "importanza" al modello) e nuovi sedili.
Meccanicamente adottò il motore della versione coupè:motore 4 cilindri in linea 903 cm3 con distribuzione ad aste e bilacieri(motore che uscirà di produzione solo nel 2000) alimentato da carburatore doppio corpo Weber 30,con potenza di 47 cv;altra innovazione tecnica fu l'introduzione dei freni a disco all'avantreno.Inutile dire che questa nuova versione,disponibile anche con la trasmissione Idrovconvert,scalzò nelle vendite le precedenti versione fino al 1971,anno dell'uscita di produzione del modello.Oggi in circolazione ne sono rimaste ben poche,ma ben restaurate o addirittura conservate in condizioni pari al nuovo.
ALFA ROMEO 2000 SPIDERVenne presentata nel 1957 ed era tutta un'altra cosa rispetto alla versione berlina,presentata assieme ad essa.Sportiva,dinamica,prestante,con una linea immediatamente identificabile come Alfa:firmata Touring Superleggera,vagamente simile alla Giulietta Sprint,eveva un frontale dal lungo cofano con al centro un grande stemma Alfa,contornato dalla calandra che arrivava fino alla coppia di fari posti in verticale,cofano motore con due prese d'aria allineate,fiancate con modanature parallele nella parte inferiore e coda ancor più simile alla Giulietta del frontale,con accenno di pinne coperto dai fanali e cofano bagagli rotindeggiante.Gli interni erano semplici,con una ricca strumentazione e volante sportivo,così come i sedili.
Il motore era il 4 cilindri bialbero a camme in testa alimentato da due carburatori doppio corpo con potenza di 115 cv(10 in più della berlina);avantreno a bracci trasversali con barra stabilizzatrice e retrotreno ad assale rigido,freni a tamburo sulle 4 ruote,cambio a 5 rapporti e trazione posteriore.Ebbe un successo inaspettato rispetto alla berlina,nonostante il prezzo salato,grazie alla linea affascinante ed alle prestazioni ottime,merito del motore potenziato e del telaio alleggerito.Era disponibile anche in versione 2+2,con telaio leggermente allungato.La produzione cessò nel 1962 ed oggi è molto ricercata e collezionata.Una curiosità:è l'auto di Carlo Verdone-coatto nel film Un Sacco Bello. |